I robot umanoidi sono ancora lontani dall’essere diffusi nella vita quotidiana, non per limiti hardware ma per mancanza di intuizione. Le macchine possono eseguire routine su superfici controllate, ma non gestiscono ambienti complessi e imprevedibili come scale scivolose o strade affollate. L’AI linguistica, pur avanzata, non possiede esperienza corporea: descrive azioni senza saperle compiere. Gli esperti sottolineano che un bambino di quattro anni ha già assimilato più dati visivi di quanti ne contengano i più grandi modelli linguistici. Tentativi di estrarre movimenti da video online non riescono a fornire la precisione necessaria per la manipolazione reale. Per ora, i robot restano confinati a compiti specifici in fabbriche o ambienti controllati, mentre l’idea di androidi generalisti rimane ancora un obiettivo lontano.
Leggi l'articolo su Scientific American →L’UE sta approvando un regolamento di 250 pagine che riorganizza tutte le leggi sulle sementi. La Commissione sostiene che serva a modernizzare il quadro normativo e a garantire qualità e tracciabilità per gli agricoltori professionali. I piccoli coltivatori e i conservatori di varietà locali temono invece di essere travolti da burocrazia pensata per le grandi aziende. In Belgio, Germania e altri paesi, chi distribuisce semi in piccole quantità rischia di dover affrontare registrazioni e controlli sproporzionati. Molte varietà antiche sopravvivono solo grazie a cooperative e appassionati che le riproducono ogni anno. Se le nuove regole rendessero impossibile questo lavoro, l’Europa perderebbe parte della sua diversità agricola e culturale.
Leggi l'articolo su Politico EU →Dal 2015 le energie rinnovabili sono triplicate e l’efficienza energetica è migliorata, ma le emissioni globali continuano a crescere. Si stima che con gli impegni attuali, il riscaldamento si fermerà intorno ai 2,4 °C, meglio dei 3,5 °C previsti prima di Parigi ma ancora oltre gli obiettivi. Ogni decimo di grado in più comporta danni crescenti: ondate di calore, tempeste e perdite economiche già quantificate in centinaia di miliardi di dollari. Nel 2025 è stato registrato il primo punto di non ritorno climatico, con la morte di massa delle barriere coralline. Altri punti critici, come il collasso delle correnti oceaniche o la perdita della foresta amazzonica, si avvicinano pericolosamente. E la comunità internazionale resta divisa
Leggi l'articolo su The Guardian →I ricercatori hanno seguito oltre 8.000 bambini dai 10 ai 14 anni, analizzando le loro abitudini digitali. Hanno distinto tra tre categorie: videogiochi, visione di video e uso dei social media. Solo quest’ultimo è risultato associato a un incremento graduale dei sintomi di disattenzione, mentre gaming e video non hanno mostrato effetti negativi. L’associazione è rimasta significativa anche considerando fattori genetici e socio‑economici. Gli studiosi hanno escluso che fosse la disattenzione a spingere verso più social media: la direzione causale è inversa. Secondo le ipotesi neuroscientifiche, la costante interruzione e distrazione tipica dei social impedisce lo sviluppo di un’attenzione sostenuta.
Leggi l'articolo su The Conversation →Il comportamento oscillante di Trump verso Russia e Ucraina ha reso gli Stati Uniti un alleato percepito come instabile. In Europa cresce l’allarme: i briefing riservati mostrano timori profondi sulla possibilità di un futuro attacco russo. Germania, Francia e Regno Unito hanno iniziato a collaborare più strettamente, superando le tensioni del passato. Gli analisti avvertono che il costo dell’inazione sarebbe superiore a quello del sostegno continuo a Kyiv. Senza un impegno deciso, Putin potrebbe sentirsi incoraggiato e milioni di rifugiati ucraini potrebbero travolgere l’Europa. La situazione ha trasformato l’Unione in una “coalizione dei circondati”, costretta a contare su se stessa per la propria sicurezza.
Leggi l'articolo su Politico EU →Il termine “maschio performativo” è emerso su TikTok per descrivere uomini eterosessuali che ostentano gusti culturali raffinati e poco stereotipicamente maschili. La categoria include figure che leggono libri di scrittrici femministe, portano borse di tela e bevono matcha, in contrasto con l’immagine del “gym bro”. La definizione, inizialmente ironica e legata a codici estetici precisi, è stata amplificata da eventi semi‑parodici e da articoli come quello del New York Times. In rete è cresciuto il sospetto che questi atteggiamenti non siano autentici, ma strategie identitarie per risultare attraenti o culturalmente allineati. Alla fine, il “maschio performativo” è diventato un simbolo ambiguo, oscillante tra ironia estetica e stereotipo di manipolazione.
Leggi l'articolo su Il Post →Uno studio ha dimostrato che i chatbot, simulando conversazioni personalizzate, riescono a modificare opinioni politiche con maggiore impatto rispetto agli spot televisivi o ai post sponsorizzati. La loro forza sta nella capacità di adattarsi al linguaggio e agli interessi di ciascun utente, creando un senso di dialogo diretto. I ricercatori hanno osservato che gli elettori esposti a interazioni con chatbot mostravano cambiamenti significativi nelle intenzioni di voto. Le campagne politiche potrebbero sfruttare questi strumenti per eseguire micro‑targeting, superando i limiti della comunicazione di massa. Alcuni esperti chiedono regolamentazioni urgenti per evitare che la tecnologia comprometta la fiducia democratica.
Leggi l'articolo su MIT Technology Review →Ad Atene la democrazia si fondava sulla partecipazione diretta dei cittadini e sulla pratica del confronto aperto e il dissenso era visto come parte integrante del processo politico. Le assemblee e i tribunali permettevano di discutere pubblicamente, con regole che garantivano la possibilità di esprimere opinioni divergenti. Questo modello mostrava che la forza della democrazia risiede nella capacità di gestire conflitti e differenze, non di eliminarli. Nell’era digitale, i social media hanno ampliato gli spazi di espressione, ma spesso favoriscono polarizzazione e semplificazione. Il paragone con Atene suggerisce che servono pratiche e istituzioni capaci di incanalare il dissenso in forme costruttive, riconoscendo che la democrazia vive di pluralità e di confronto.
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